Spiritualità della strada

Nel momento in cui io scrivo, cade la notte, e la strada, che io vedo dalla mia finestra, si immerge tutta bianca nell’inizio delle tenebre. Eccetto il muggire lontano dei buoi che ritornano, l’orologio a pendolo e il mio cuore che battono, io vivo nel vuoto di questo silenzio dove si può ascoltare la voce delle cose. Che cosa vuoi da me, o strada?… Parla. Io aspetto. Sono pronto.
Un mormorio si alza. É il fruscio della brezza nelle acacie del pedio? O la serenata dei grilli?
“Io sono l’invito permanente, e il richiamo che sempre risuona. Che scendano raggi o che piovano gocce; che regni il giorno o la notte; che tu entri o che tu esca io ti faccio segno.
Quando stai per rinchiuderti a porta chiusa, nell’egoistico conforto della tua casa, a fumare la pipa, con le pantofole sugli alari e il bicchiere a portata di mano, mi hai appena guardato che tremi.
Io pungolo con un continuo rimprovero il tuo epicureismo, le tue tranquillità casalinghe, da marmotta borghese.
Io ti ricordo che questo giorno avrà un domani che tu devi preparare; che ci sono altri paesi oltre il tuo villaggio e altri uomini oltre quelli del tuo vicinato; che devi allargare il tuo cuore in proporzione, non di ciò che conosci, ma di quello che vuoi conoscere. Che nessuna sicurezza è radicalmente fissata e che il corso dei tempi varia come quello dei sentieri. Io ravvivo il conflitto tra il tuo passato e il tuo avvenire, fra il torpore e l’inquietudine”.

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Anno 2005
Pagine 174
Formato 11,5 x 16,5
Rilegatura Brossura
Tiratura 700 copie

Joseph Folliet, Spiritualità della Strada

Joseph Folliet (dall'encliclopedia Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/joseph-folliet/)
Educatore francese (Lione 1903 - ivi 1972). Si è occupato di educazione popolare in quartieri operai e villaggi rurali francesi e tedeschi; è stato cofondatore dei Compagnons de St-François, movimento giovanile con programmi di vita all'aperto; si è occupato anche di teatro e di giornalismo popolari. Nel suo libro À toi Caliban. Le peuple et la culture (1956; trad. it. Popolo e cultura, 1961) svolge il tema di una cultura popolare sproletarizzata e demassificata, il cui fine ultimo si identifica con un umanesimo attivo e quello immediato con gli studi umanistici, in modo da sviluppare al massimo la sensibilità e l'intelligenza critica dei giovani; per raggiungere tale obiettivo il metodo opportuno non è quello tradizionale della scuola, bensì quello basato sui centri di interesse e che si sviluppa nei circoli di studio, sì da favorire la formazione dei singoli nel rispetto della loro identità.

Il libro, apparso con il titolo “La Spiritualité de la route” (Paris, Bloud et Gay, 1936) fu tradotto in Italiano nel 1959 da Mons. Teresio Ferraroni, Assistente Nazionale alla Branca Scolte dell’AGI – Associazione Guide Italiane e pubblicato a Brescia per i tipi di Edizioni Acqua Viva.

Testo di spiritualità non direttamente legato allo Scautismo (l’autore non fu mai scout), fu da subito utilizzato nelle terze branche per la sua affinità con i temi e il Metodo Rover e Scolte.

L’edizione a cura della Pattuglia del Kraal, apparsa nel 2005, riprende la traduzione di Ferraroni solo lievemente aggiornata, e riporta all’interno le stesse immagini dell’edizione italiana.

Il libro di Folliet è stato ripubblicato, a cura di Andrea Padoin, dalla Casa editrice ADLE (Padova, www.adle.it) nel 2009 con il patrocinio dell’Ente Educativo Mons. Andrea Ghetti – Baden, dove risulta tuttora in catalogo. Per richiederlo scrivere a info@adle.it. (→ guarda la promo)

Il libro è esaurito.

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One Response

  1. Takhi
    Takhi · gennaio 16, 2013 at 18:57:22 · →

    Prezioso libro di respiro poetico, mistico e ascetico. Con un linguaggio semplice e immediato, l’autore sa parlare all’ansia d’infinito e alla sete di avventura che albergano nell’anima degli “avventurosi”. A dispetto di alcune espressioni datate, il testo è sorprendentemente attuale e coinvolgente. Da leggere in cammino.
    Buona Strada!

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